Ho cambiato faccia al blog. Sono stanca del cupo, dell'antracite anche sul web.
E forse ho dato un nuovo senso a questo piccolo spazio personale. Condividerò le mie esperienze (non sono moltissime, ma mi impegnerò affiché aumentino) nel campo della moda: dal produttore al consumatore.
Amo lo jacquard e i floreali in particolare, e non nascondo ammirazione per le aziende nostrane che danno la vita per tenere alta questa tradizione italo-francese.
Uno tra queste è la
Seteria Bianchi, di Como. Pochi la conoscono per casualità, ma a Como è un vero e proprio pilastro dell'economia serica.
Fondata nel 1907 ( Ha da poco festeggiato il centenario) tramanda da 5 generazioni questa finissima arte e ad oggi rimane tra le più importanti aziende di questa nicchia di mercato.
Porta il loro simbolo, un piccolo ragno nero, rosso e bianco nella sua ragnatela triangolare, la tappezzeria di Palazzo Madama, di Palazzo Regio (di Torino), della Casa Bianca e di moltissime altre sale e salotti del mondo di alto livello. Sono inoltre famosi per la realizzazione dei più elaborati e fini paramenti sacri per Roma e per l'estero.
Possono vantare collaborazioni con moltissimi brand, tra cui: Ralph Lauren, Gianni Versace, Missoni, Paul Smith e Zegna, ma è nel restauro che l'arte della seteria Bianchi sboccia. La tecnologia tessile permette infatti di ricreare un tessuto ormai logoro dal tempo in modo identico, punto per punto.
Ho avuto il piacere di assistere al recupero di uno jacquard antico, e gli operatori, come i vecchi tessitori, armati di penna ottica, disegnano ogni singolo punto del disegno: impressionante.
L'altissima tecnica ha portato alla realizzazione di tele d'autore interamente a macchina jacquard.
L'effetto ottico è strabiliante. Si intuisce che la tela non è stata dipinta solo avvicinandosi a meno di 20cm.
Un piccolo gioiello di tecnologia e rispetto reverenziale per l'antico.